L’apostasia dei cattolici “democratici”

Molti, giustamente, parlano di un’apostasia, più o meno silenziosa, che si verifica in questi tempi nella Chiesa cattolica. Taluni rigettano apertamente la propria fede, rinnegando il Battesimo e assumendo plateali atteggiamenti anticattolici, ma moltissimi la abbandonano e la avversano senza quasi accorgersene, assumendo una mentalità sempre più mondana fino ad arrivare ai più contraddittori atteggiamenti modernistici. Il tutto, ovviamente, accusando quei pochi coraggiosi e fedeli che persistono nel rispetto del Magistero – nei limiti della loro natura umana peccatrice e manchevole – di essere dei passatisti integralisti, degli oscurantisti medievali.

Sbaglieremmo, tuttavia, se considerassimo questo continuo degenero come un qualcosa di proprio solamente degli ultimi decenni. Non è nemmeno corretto far rimontare questa progressiva (e progressista) apostasia al Concilio Vaticano II, per quanto esso e – soprattutto – il suo “spirito” malignamente inteso abbiano impresso una notevole accelerazione al fenomeno. Questo, infatti, era già pienamente in atto nella prima parte del Novecento, per non dire che era già stato avviato con le lotte massoniche e liberalisticheggianti del risorgimento italiano. Fatto sta che, già nel 1953, l’attentissimo censore Leo Longanesi poteva descrivere spietatamente le evoluzioni ipocrite e quasi blasfeme dei tanti cattolici “democratici” (che oggi diremmo “adulti”):

Perduto il candore provinciale della vecchia Italia di cui era il custode, il cattolico, oggi democratico, cerca di alleggerire il peso della sua fede e delle sue modeste virtù, per aderire ai miti di una società che s’accontenta di beni provvisori.

La finzione cattolica s’accoppia a quella democratica; il democratico si finge cristiano, e il cristiano democratico; e la fede cristiana e la fede giacobina si afflosciano entrambe nella reciproca finzione; e più non si scorgono i confini delle due morali, la cattolica e la giacobina, associate per tenere in vita il borghese provvisorio.

(Leo Longanesi, Ci salveranno le vecchie zie?, Il riso cattolico, p. 81)

Quanti di noi, oggi più che mai, inseguono ambizioni e beni effimeri, dimenticando continuamente gli insegnamenti decisi di Nostro Signore Gesù Cristo e della sua servitrice Santa Chiesa Cattolica?

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