La Fede è l’unica ermeneutica efficace

Nel 1984 l’allora cardinale Joseph Ratzinger rifletteva sui pericoli di frammentizzazione insiti nell’accostarsi in maniera asettica allo studio sia delle Scritture sia della Cristologia. Con la solita acutezza teologica e quasi anticipando le varie querelles con i tanti Odifreddi dei nostri tempi, il nostro amato padre bavarese metteva in guardia dallo studiare Nostro Signore Gesù Cristo partendo da una particolare idea a priori (quando non da un particolare pregiudizio negativo) e limitandosi a un unico aspetto, sia esso storico, antropologico, sociale, filosofico e via dicendo. Aprendosi invece alla trascendenza, e quindi alla Fede, l’uomo può superare la propria congenita piccolezza e parzialità, arrivando ad attingere l’interezza di Cristo grazie a questa nuova e suprema ermeneutica. Solo allora i contrasti e le incongruenze si risolvono in una superiore unitarietà, nella Verità.

Poiché l’unità interna dei libri del Nuovo Testamento e l’unità reciproca dei due Testamenti è riconoscibile solo in un’ermeneutica della fede, quando questa ermeneutica viene dimenticata emergono ininterrottamente nuove divisioni e opposizioni nelle fonti. In tal modo si disgrega anche la figura dello stesso Gesù presentato in modelli sempre nuovi: il Gesù delle fonti scientifiche, il Gesù di questa o di quella comunità, il Gesù filantropico, il Gesù politico, e così via. In tutti questi casi un’idea a priori si forma la sua ermeneutica; con differenti livelli d’accuratezza e di sottigliezza, da essa viene in seguito applicato il metodo storico, con il quale si cerca di dimostrare a sé e agli altri che il Gesù dei propri presupposti è l’unico Gesù storico. In queste divisioni, in realtà, si rispecchia la divisione dell’uomo e del mondo, anzi esse viene ulteriormente ampliata mediante tali iniziative. Ma Gesù non era venuto per dividere il mondo, bensì per unirlo (cfr. Ef 2, 11-22). Così, rispetto a tutto ciò, potremmo dire che trova il vero Gesù colui che insieme con lui riunisce e s’oppone alla disgregazione, allo smembramento (cfr. Lc 11, 23).

(Joseph Ratzinger, Guardare al crocifisso; Punti di orientamento cristologico, p. 39)

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