L’omosessualità è peccato

Inutile girarci attorno senza arrivare al nocciolo della questione. Inutile scappare di fronte all’evidenza, nascondere la verità per paura, soprattutto del giudizio mondano (quando solo il Giudizio, l’unico vero, finale e definitivo, dovrebbe preoccuparci). L’omosessualità è peccato, punto e stop.

In barba ai falsi liberali, subito pronti a tacciarci (nel vero senso della parola) di omofobia, condivido con piacere una riflessione, equilibrata ma sincera, di padre Cavalcoli, che coglie in pieno il dramma di questi tempi di cedimento all’imperare delle lobby omosessualiste e disumane. Anche per tutelare quegli omosessuali che si riconoscono – come tutti noi – colpevoli e desiderano fare ammenda dei propri peccati, dobbiamo impegnarci costantemente per ribadire la vera dignità umana, annunciando la Verità insegnataci da Nostro Signore Gesù Cristo. Lasciare queste persone nella loro difficoltà, illudendole che sia solamente una scelta come un’altra, è invece la vera colpa.

 

Ecco la questione dei cosiddetti “matrimoni gay”. Favorevoli? Contrari? Io farei una distinzione. Nel mio ministero sacerdotale ho occasione di incontrare laici e qualche volta anche preti omosessuali. Sono sempre colpito dalla delicatezza della loro coscienza, dalla loro maturità morale, dal loro desiderio di conquistare la virtù e di liberarsi dal vizio e dal peccato. Sanno benissimo che l’omosessualità è peccato. Ed io conosco bene la misericordia di Dio che viene incontro a queste persone, nelle quali il pentimento e il desiderio di correggersi e di migliorarsi si combina con uno stato di condizionamento oggettivo del soggetto, che attenua la colpa.

Ma quello che non è accettabile è fare dell’omosessualità una specie di “nuova umanità”, un vanto o una specie di ideale morale. Gli omosessuali onesti e consapevoli di quella che è la vera dignità umana respingono sdegnosamente quest’atteggiamento ipocrita, adulatorio e falsamente accondiscendente, che non li aiuta affatto, ma li lascia nella loro difficoltà, falsamente presentata come diritto e pari opportunità.

Omofobia non è il sapere e far sapere che l’omosessualità è un difetto e un peccato, ma è il disprezzo farisaico nei confronti degli omosessuali, essi pure rivestiti della dignità umana, redenti dal sangue di Cristo e chiamati alla santità.

(Giovanni Cavalcoli; Parole chiare sulla vita della Chiesa; Maschio e femmina li creò, p. 55)

 

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