Confusione attorno alla funzione sacerdotale

Tra le tante dottrine confusionarie scaturite dal Concilio Vaticano II, o comunque dal cosiddetto “Post-Concilio”, c’è anche quella che riguarda la funzione sacerdotale. Se infatti la finalità primaria è sempre stata la celebrazione della Santa Messa, con l'”aggiornamento” molti benpensanti hanno fatto scivolare in secondo piano, quando non in terzo o quarto, la liturgia, sostenendo un’assoluta predominanza della predicazione (ovviamente slegata dalla Dottrina e completamente incontrollata). Occorre senz’altro recuperare una seria concezione dell’omiletica, oggi effettivamente troppo spesso di qualità infima, ma non può esserci alcun dubbio sull’importanza straordinaria e unica della celebrazione del memoriale del Sacrificio di Nostro Signore Gesù Cristo!

E si spiega, del pari, l’affermazione, più volte stigmatizzata da monsignor Gherardini perché contraria a tutta la Tradizione della Chiesa e al dettato espresso dal Concilio di Trento, secondo la quale, tra le “funzioni” sacerdotali, il primo posto spetta alla predicazione e non alla celebrazione della S. Messa, quasi il sacerdote cattolico dovesse ridursi alla figura del “pastore” dei protestanti eretici. Recita, infatti, Presbyterorum Ordinis 4: «[…] i presbiteri, nella loro qualità di cooperatori dei vescovi, hanno anzitutto il dovere [primum habent officium] di annunciare a tutti il Vangelo di Dio» (PO 4.1). La figura del sacerdote si definisce, invece, in primo luogo per “il potere di consacrare, offrire e dispensare” il “Corpo e il Sangue” di Cristo, e in secondo luogo per il «potere di rimettere o non rimettere i peccati»[n. 16: Tridentino, Sess. XXIII, I, DS 957/1764.]. La predicazione non è necessaria alla definizione della figura del sacerdote. Si pensi ai grandi Santi la cui missione si è attuata soprattutto nel ministero della Confessione, quali, ad esempio, san Leopoldo da Padova o san Padre Pio da Pietralcina. Quante prediche hanno potuto tenere durante la loro vita? Poche davvero.

(Paolo Pasqualucci, Cattolici, in alto i cuori!, pp. 52-53)

sacerdos in consacratione

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