Invito a San Vincenzo de’ Paoli

Tra le tante figure di Santi che meriterebbero maggior attenzione c’è sicuramente Vincenzo de’ Paoli, studiato attentamente e imitato da una schiera di seguaci ma del quale raramente si sente parlare oggigiorno, se non relativamente al solo ambito dell’assistenzialismo. Con la speranza di fornire un utile spunto, riporto le belle parole del cardinale Franc Rodé che invitano ad accostarsi a questa santa figura:

Come può un personaggio del ‘600, sia pure un santo, interessare l’uomo contemporaneo, così proteso al futuro da scivolare sul presente con distrazione e superficialità? Come può entrare in relazione con lui e magari pretendere di insegnargli a vivere oggi, indicandogli la strada più umana e persuasiva per rispondere alla sua tremenda sete di senso e di felicità?
Nello sguardo benevolo, penetrante e volitivo di Vincenzo de’ Paoli c’è questa pretesa. Egli continua a volere la felicità di ogni uomo e si muove, da maestro e testimone, per questo unico scopo.
Chi lo incontra, oggi, ed entra in comunione con lui scopre di essere stato raggiunto da una persona amica, che sa guardare ogni uomo – compreso l’errante o il lontano – da apostolo, facendogli credito di quell’anticipo di benevolenza e simpatia incluse in ogni relazione umana che voglia essere vera e duratura.
Vincenzo de’ Paoli si presenta da sé e si mostra come l’amico dello Sposo, l’amico di Cristo; colui che nel Vangelo indica a dito Gesù Cristo, il vero e unico amico che conosce la sete del cuore di ogni uomo e si pone come l’unica sorgente capace di dissetare.
[…] egli, il santo guascone, è l’amico dello Sposo che vuole incontrare ogni uomo nel suo bisogno materiale e spirituale per mostragli il volto di Cristo, presente qui e ora. Sì, è la contemporaneità di Cristo […] che rende interessante Vincenzo de’ Paoli oggi, non solo per i suoi figli o discepoli e nemmeno soltanto per coloro che sono impegnati in ogni forma di carità organizzata o volontariato. Vincenzo de’ Paoli è un mistico che ha posato il capo sul cuore di Cristo, come Giovanni, e come l’apostolo non sa parlare d’altro che dell’amore, non sa fare altro che le opere dell’amore; non sa insegnare altro che l’amore fino a indicare una condizione permanente di amore: lo «stato di carità».
Chi incontra realmente Vincenzo de’ Paoli non può non incontrare Cristo e non può non mettere a nudo i suoi desideri esistenziali di senso, di gusto, di gioia, di amore.
La pienezza della risposta presente nell’amore di Cristo dispiega la verità della domanda umana. Vincenzo de’ Paoli è un grande esperto in umanità, reso tale dalla carità di Cristo ricevuta e restituita nelle opere dell’amore.
[…] Guardando sempre l’uomo da apostolo, Vincenzo de’ Paoli ha saputo affrontare in modo corretto il rapporto con i giansenisti o i protestanti di allora, così da condannare sempre e senza mezzi termini l’errore, ma risparmiare l’errante, considerato come figlio che ha lasciato la casa paterna. Il suo apporto all’ecumenismo, diremmo noi oggi, è stato fondamentale.
Questo amico dello Sposo ha saputo indicare anche alla donna il suo compito nella Chiesa e nella società, valorizzando le energie tipiche e originali della donna di ogni tempo, senza contrapporla banalmente e biecamente all’uomo in cerca di una confusa parità, annullando le diversità proprie, come vorrebbe ciecamente certa cultura moderna in cerca di una non ben definita promozione femminile.
(Franc cardinale Rodé, 27 dicembre 2006, Prefazione a Giovanni Burdese, La carità sempre possibile. Alla scuola di Vincenzo de’ Paoli, ieri e oggi)

Chi fosse interessato ad approfondire la figura ricchissima di San Vincenzo può iniziare dal già citato agile e snello contributo di padre Giovanni Burdese, che presenta sinteticamente i punti fondamentali della spiritualità vincenziana e così conclude:

L’adesione di san Vincenzo allo Spirito risulta per noi un modello alto, ma ripercorribile, di interpretazione dell’esistenza cristiana, come sequela-contemporaneità possibile nello stesso Spirito: possibile dunque a ogni battezzato. La religione verso il Padre, la dedizione amorevole e senza risparmio all’uomo, l’amore affettivo ed effettivo sono valori imprescindibili per chiunque voglia essere cristiano e vivere come tale, declinando – anche nel sociale – la carità.
(Giovanni Burdese, La carità sempre possibile. Alla scuola di Vincenzo de’ Paoli, ieri e oggi, p. 76)

San Vincenzo de' Paoli

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