San Bernardo, Della miseria umana (parte II)

(continua da: https://cattomaior.wordpress.com/2014/10/18/san-bernardo-della-miseria-umana-parte-i/)

Ciò che tu fai senza Dio, tutto è malizia e vanitade. però che niente è bene senza il sommo bene. Grande miseria d’uomo è non essere con lui, senza il quale non può essere. Vedi uomo misero, il quale alla imagine e figura di Dio se’ creato, e per ismisurata caritade del nostro Signore Gesù Cristo da morte eternale con morte vituperosa liberato se’ e ricomperato; e a vedere la chiaritade del sommo Dio se’ chiamato, per la sua inestimabile misericordia. Misero uomo, riconosci questo tuo onore: intendi la dignità e l’altezza tua, che da tanta maestade se’ onorato. Però che lo eterno Dio e immenso ti creò, e formotti e ricomperotti, e hatti invitato alle sue nozze. Grande onore è questo, o uomo, e grande amore. O uomo, conosci l’onor tuo: corri, rendi grazie allo invitatore tuo; acciò che forse volendovi andare ingrato, impacciato o per villa, o per buoi, o per moglie, il Signore adirato non comandi che tu sia successo, e in perpetuo ti chiuda la porta della eternale vita. Conosci adunque, o uomo, l’onore tuo, ed onora il creatore tuo. Ma ohimè! oggi si può dire direttamente dell’uomo: l’uomo, essendo in onore, non intese: assomigliato è a’ giumenti, e simile fatto è a quegli. In verità degno e giusto è, che colui che non vuole essere compagno con li angeli, sia compagno colle bestie. E colui che ha distrutto in sé la imagine di Dio, degna cosa è, che la imagine e similitudine delle bestie s’accosti a lui. Conosciti dunque, misero uomo, conosciti che tu se’ migliore degli uccelli, e più degno che ogni animale. Non volere somigliarti a’ giumenti, che non hanno senno, e che non pensano, se non che della presente vita. Che solo le cose carnali e corporali desiderano; le cose terrene e temporali amano; però che l’altre non conoscono. O uomo, deh non ti sottoporre alla carne; non essere amatore del mondo. Non sostenere d’essere figliuolo del diavolo, per amore del potentissimo, e savissimo e incomprensibile padre, altissimo Dio tuo: per lo ammirabile nome dello eterno Iddio, non ti fare avversario e micidiale di te: per amore del benignissimo Iddio, non ti fare di lui nimico e contrario: per lo unigenito benigno suo figliuolo Cristo nostro Signore, non ti fare compagno de’ dimoni, e della arsura del fuoco eterno; che se’ ricomperato del prezioso sangue dello agnello immaculatissimo. Deh! non avere per nulla tanto prezzo, il quale il figliuolo di Dio degnò di pagare, acciò che tu non sii involto ne’ sempiterni incendii. Allora avrai grande pentimento, ma senza rimedio. Allora sosterrai dolore da non poterlo pensare, ma senza fine: sarai pieno di tormenti, e mai non sarai alleviato. Però che chi non piagnerà, quando è tempo di piagnere, piagnerà eternamente, ma senza frutto. Torna dunque a te, o uomo; torna alle cose spirituali; torna ai gaudii eterni e celestiali; torna misero, torna al figlio: non tardare di convertirti a colui, che per sua potenza t’ha fatto; per sua sapienza t’ha ricomperato; per sua inenarrabile bontà ti ha chiamato a sè, e aspettati continuamente, acciò che da lui sia coronato. Or che cerchi fuori di lui? che desideri senza lui? che ti piace senza lui? Egli ha fatto ogni cosa, egli ha ogni cosa, egli è ogni cosa. Ogni bene, che tu desideri, ogni plenitudine, che cerchi; ogni cosa dolce e dilettevole, che tu domandi, tutto troverai in lui, e in lui userai. Se tu ti vuogli rallegrare, egli è allegrezza. Se ti diletta di combattere, egli è palma. Se vuogli essere coronato, egli è corona. Se desideri di vincere, egli è vittoria. Se potenza desideri, egli è potenza. Se tu cerchi fortezza, egli è fortezza. Se giustizia vuoli avere, egli è giustizia. Se tu ami sapienza, egli è somma sapienza. Se vuogli carità, Iddio è carità. Se desideri ricchezze, egli è ricco. Se vuoli avere bellezza, egli è somma bellezza. Se addomandi plenitudine, egli è abbondanza d’ogni bene. Se tu desideri gloria e onore, Dio è somma gloria, e sommo onore. Se pace vuogli, egli è eterna pace, la quale avanza ogni senso. Sì che, se bene cerchi, troverai che Dio è sommo bene, e ogni bene. Anzi egli è tutto desiderabile, tutto dolce, tutto amabile, tutto soave, tutto dilettevole. Egli è sempre, e tutto in ogni luogo. Dovunque tu starai con lui, starai bene, e bene averai. E dovunque tu starai senza lui, starai male, e male averai. Sottomettiti dunque tutto a colui, che tutto t’ha fatto; da cui hai ogni cosa; per la cui grazia tu vivi ogni punto. Sempre servi a colui, che non ti lascia cadere in ogni peccato, e che non permette, che tu faccia tutti i mali, che volentieri faresti. Sempre servi a colui dunque, che non patisce nè sostiene, che tutte le cose ti nocciano, le quali volentieri ti nocerebbono, cioè demoni, infermità, uomini, bestie, e simile tutte l’altre cose che possono nuocere. Tutto sempre ama il Padre, e il Figliuolo, e lo Spirito Santo, solo vero e sommo Iddio, il quale egli sommamente t’ama. Piaccia dunque a lui sempre la volontà tua, e la sua piaccia a te. Sempre t’accorda a lui. Sempre seguita la voluntà sua in tutte le cose; il quale sempre vuole il bene tuo, il quale di null’altra cosa cura, se non della salute tua; la cui voluntà sempre a farti misericordia è benevole e apparecchiata; e sempre si diletta a far bene a te. Deh! dimmi, non se’ tu a te medesimo grande amico? Più amico t’è Iddio, che tu medesimo a te; e più t’ama che tu medesimo. Or puoi tu credere altrui aiuto essere più forte, o altrui consiglio più utile? Manifestamente erri, se ciò credi. Sciocchissimo, e pazzissimo se’: ch’e’ tuoi desiderii, o gli altrui seguiti; e quegli di colui lasci, il quale è sempre amico dolce, e savio e piatoso consigliatore e salvatore; e sopra ogni cosa aiutatore forte, e potente; padre del futuro secolo, e principe di somma pace. Amen. (Della miseria umana. Sermone di San Bernardo volgarizzato nel buon secolo della lingua, pp. 14-19)

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